Italia Nostra, Legambiente, LIPU e CGIL assieme contro l'eolico di Marianopoli
18/04/08 10:11
Associazioni ambientaliste e sindacato uniti contro un
impianto eolico devastante in Sicilia alla Rupe di
Marianopoli, zona di eccezionale interesse
paesaggistico e naturalistico. Il comunicato
sul sito di Italia Nostra.
Business al vento: l'Espresso denuncia la speculazione eolica
18/04/08 09:48
Un coraggioso articolo di Marco Lillo sull'Espresso
denuncia la speculazione attorno all'eolico in Italia.
"Sovvenzioni più alte d'Europa. Prezzo generoso dei certificati verdi. Così in Italia gli impianti eolici sono diventati un affare. Che attrae grandi aziende internazionali. Ma anche la criminalità"
"La legge impone alle società che inquinano di compensare i propri peccati comprando i cosiddetti certificati verdi dai produttori di energia pulita. Grazie al prezzo generoso dei certificati italiani e alla riduzione dei costi di produzione, l'utile lordo delle imprese è aumentato di otto volte in quattro anni. Ecco perché l'Italia viene descritta nei report delle banche d'affari come la nuova frontiera, l'isola del tesoro, il paese della cuccagna"
"Le chiavi di questo forziere sono in mano alla politica. Che ha partorito un sistema sballato: gli impianti nascono in posti inadatti, vicino ai centri abitati o dove non ci sono cavi per trasportare l'energia pulita. Prendiamo la Sicilia: la rete non è in grado di sopportare gli impianti attuali ma, invece di costruire gli elettrodotti, Stato e Regione continuano a regalare centinaia di milioni a imprese che ingolfano il sistema. In questo Far west, le turbine spesso non nascono dove c'è più vento, ma dove c'è un sindaco che si fa 'convincere' con l'assunzione dei figli, c'è l'interesse di un politico che conta o peggio una famiglia di mafia alla quale non si può dire di no"
L'intero articolo, completo di grafici e foto, si può leggere sul sito dell'Espresso
"Sovvenzioni più alte d'Europa. Prezzo generoso dei certificati verdi. Così in Italia gli impianti eolici sono diventati un affare. Che attrae grandi aziende internazionali. Ma anche la criminalità"
"La legge impone alle società che inquinano di compensare i propri peccati comprando i cosiddetti certificati verdi dai produttori di energia pulita. Grazie al prezzo generoso dei certificati italiani e alla riduzione dei costi di produzione, l'utile lordo delle imprese è aumentato di otto volte in quattro anni. Ecco perché l'Italia viene descritta nei report delle banche d'affari come la nuova frontiera, l'isola del tesoro, il paese della cuccagna"
"Le chiavi di questo forziere sono in mano alla politica. Che ha partorito un sistema sballato: gli impianti nascono in posti inadatti, vicino ai centri abitati o dove non ci sono cavi per trasportare l'energia pulita. Prendiamo la Sicilia: la rete non è in grado di sopportare gli impianti attuali ma, invece di costruire gli elettrodotti, Stato e Regione continuano a regalare centinaia di milioni a imprese che ingolfano il sistema. In questo Far west, le turbine spesso non nascono dove c'è più vento, ma dove c'è un sindaco che si fa 'convincere' con l'assunzione dei figli, c'è l'interesse di un politico che conta o peggio una famiglia di mafia alla quale non si può dire di no"
L'intero articolo, completo di grafici e foto, si può leggere sul sito dell'Espresso
Il vento soffia miliardi a scapito del paesaggio
18/03/08 17:48
Un articolo di Mario Pirani sull'edizione del 17 marzo
2008 di Repubblica svela l'affarismo eolico:
...
La mancanza di un Piano energetico nazionale che metta a confronto le diverse opzioni, ne valuti l'impatto ambientale, ne fissi le prescrizioni cogenti cui assoggettare le scelte può facilitare - e già se ne vedono ampiamente i segni - scelte speculative, troppo care e soprattutto dannosissime per il territorio. È quello che sta avvenendo con l'eolico a scapito del solare (fotovoltaico, termico e termodinamico), del risparmio e dell'uso più efficiente dell'energia, delle biomasse, della utilizzazione dei rifiuti.
....
Dietro tutto questo vi è la fame di soldi dei piccoli comuni abbindolati dalla sovvenzioni e, ancor più, i profitti vertiginosi delle industrie produttrici degli impianti eolici, quasi tutte tedesche, spagnole e danesi, che hanno trovato un eldorado non solo nella vendita dell'energia prodotta al prezzo più alto d'Europa ma nel sovraprofitto addizionale di 100 euro per MWh per 15 anni, più i contributi a fondo perduto o a credito agevolato per gli investimenti nel Mezzogiorno. Ecco spiegato il successo del vento. Ma è un successo anche per l'Italia? Leggi ancora...
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La mancanza di un Piano energetico nazionale che metta a confronto le diverse opzioni, ne valuti l'impatto ambientale, ne fissi le prescrizioni cogenti cui assoggettare le scelte può facilitare - e già se ne vedono ampiamente i segni - scelte speculative, troppo care e soprattutto dannosissime per il territorio. È quello che sta avvenendo con l'eolico a scapito del solare (fotovoltaico, termico e termodinamico), del risparmio e dell'uso più efficiente dell'energia, delle biomasse, della utilizzazione dei rifiuti.
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Dietro tutto questo vi è la fame di soldi dei piccoli comuni abbindolati dalla sovvenzioni e, ancor più, i profitti vertiginosi delle industrie produttrici degli impianti eolici, quasi tutte tedesche, spagnole e danesi, che hanno trovato un eldorado non solo nella vendita dell'energia prodotta al prezzo più alto d'Europa ma nel sovraprofitto addizionale di 100 euro per MWh per 15 anni, più i contributi a fondo perduto o a credito agevolato per gli investimenti nel Mezzogiorno. Ecco spiegato il successo del vento. Ma è un successo anche per l'Italia? Leggi ancora...